Operazione chiusura!

Quattro settimane sono volate: tra sorrisi e stanchezza, caldo torrido e piogge improvvise, anche la seconda campagna di scavo ad Altino è arrivata alla fine

Venerdì 21 luglio sono terminate le operazioni di ripristino dell’area di scavo, che è stata coperta da geotessuto (un particolare tipo di tessuto in fibre sintetiche resistente, ma permeabile, che permette la separazione degli strati), sabbia e terra… fino a renderla quasi invisibile!

ripristino area scavo - bobcat - altino 2017
“Malinconia sullo scavo” – operazioni di chiusura della campagna 2017

Ma quali sono state le operazioni immediatamente precedenti alla chiusura e quali i passaggi successivi?

Le ultime concitate fasi sul campo si sono svolte all’inizio della scorsa settimana e sono state caratterizzate da dialoghi serrati tra i giovani archeologi, che si ripetono più o meno costanti in tutti i cantieri universitari (A: “Mi sono accorto di non aver compilato la scheda US dello strato che ho tolto!” B:”Scrivila subito, che poi mi tocca chiamarti mentre sei in vacanza!” A:”Quale vacanza?! E poi con questa abbronzatura…!”).

Gli ultimi numeri erano stati dati (in tutti i sensi, ndr), le tavole completate, l’area di scavo pulita (per rendere visibili le tracce sul terreno): mancava solo una cosa… l’utilizzo di tecnologie per il rilievo dell’area!

Tecnologie in campo

Quest’operazione è stata condotta grazie all’intervento del team di ricerca del Laboratorio di Cartografia e Gis – CIRCE dell’Università IUAV di Venezia, che ci ha raggiunto sul campo munito di strumentazione come GPS, stazione totale, drone e laser scanner: un vero tesoro per il nostro scavo archeologico!

Oltre ai sistemi per il corretto posizionamento dello scavo sulla cartografia, utilissimo è stato il volo del drone: grazie alle riprese fotografiche sarà infatti possibile ottenere un’ortofoto dello scavo, ossia una fotografia dell’aerea geometricamente corretta (dall’alto, trattata per togliere le deformazioni dovute alle riprese) e georeferenziata (con le coordinate geografiche), che permetterà di visualizzare con chiarezza lo stato di fatto, contribuendo a fornire ulteriori dati e chiarire la situazione nella fase di post-scavo e interpretazione.

Oltre all’ortofoto, sarà realizzato anche il 3D dello scavo, che non sarà solo utile ad archeologi e architetti, ma potrà essere uno strumento facile ed immediato per raccontare i risultati delle operazioni al pubblico, che avrà sotto gli occhi l’area anche quando non sarà visibile fisicamente!

drone IUAV Altino 2017
Il team del laboratorio CIRCE dello IUAV Venezia al lavoro con il drone
Testimonianze dal passato

Un’altra importante fase, meno tecnologica ma a stretto contatto con il “lato fisico” della storia, è la pulizia dei reperti rinvenuti durante lo scavo.

Come si fa? Lavando con acqua e spazzolini i reperti, come la ceramica, il vetro e la pietra, e pulendo gli altri materiali, come ossa e intonaco (gli oggetti metallici saranno trattati dal restauratore!), avendo cura di tenere raggruppati gli oggetti provenienti dalla stessa unità stratigrafica (US).

L’unione di quei reperti, infatti, potrebbe fornire un importantissimo dato: la cronologia di quello strato, ossia il momento storico in cui si è formato, per mano dell’uomo o della natura, consentendo agli archeologi di capire gli avvenimenti che si sono susseguiti nel tempo!

Lavaggio reperti Altino 2017
Gli archeologi intenti nella pulizia dei reperti rinvenuti

L’interpretazione dei dati di scavo è un’operazione che richiede tempo e riflessione, recupero e analisi dei dati registrati in cantiere… per questo spesso gli archeologi non si sbilanciano sui risultati delle indagini!

La campagna 2017 ha consentito di estendere il settore di scavo, per cercare di comprendere l’articolazione delle case romane (domus) presenti in quell’area del centro urbano di Altinum, nel tentativo di capire non solo come queste dovessero essere nel momento di massimo splendore, ma anche quando e come fossero state riutilizzate, dismesse o demolite nei secoli successivi.

Ciò che oggi risulta visibile è ancora un palinsesto di più elementi: fasi diverse, di epoche diverse (dal I sec. a.C. a fasi tardoantiche), convivono, offrendoci però uno straordinario spaccato sulla storia dell’antica città di Altino!

Altino 2017: per ogni fine c’è un nuovo inizio2017-07-24T07:00:27+00:00Team

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