Quando è nata la scrittura? Perché è stata inventata? Quali ragioni hanno determinato l’elaborazione delle prime scritture ideografiche, sillabiche e alfabetiche? Quali risvolti ha avuto questa invenzione sul piano sociale e come ha influito sui rapporti tra popolazioni diverse?

Se ci fermiamo a riflettere, questi sono solo alcuni degli interrogativi che ci possono venire in mente riguardo ad una cosa così naturale come la scrittura. A queste e a tante altre domande possiamo trovare risposta nell’esposizione inaugurata a Venezia il 20 gennaio scorso, “Prima dell’alfabeto. Viaggio in Mesopotamia alle origini della scrittura“.

La mostra, promossa dalla Fondazione Giancarlo Ligabue e curata da Frederick Mario Fales, professore ordinario di Storia del Vicino Oriente Antico all’Università di Udine, è stata allestita non a caso nella splendida cornice dell’antica biblioteca settencentesca di Palazzo Loredan, una delle sedi dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti. Più di 200 reperti tra tavolette, sigilli e manufatti delle civiltà mesopotamiche appartenenti alla Collezione Ligabue, al Museo Archeologico di Venezia e al Museo di Antichità di Torino accompagnano il visitatore in un viaggio che ripercorre gli oltre 3000 anni di storia della scrittura. Il racconto di questa evoluzione, affidato in primo luogo ai reperti, si avvale anche delle più recenti tecnologie multimediali e interattive: ologrammi, riproduzioni tattili, riproduzioni 3D di oggetti, volumi storici sfogliabili virtualmente…apparati che contribuiscono a rendere più chiara la nascita della comunicazione scritta.

exhibit prima dell'alfabeto

Per l’occasione abbiamo come “ospite” Vittoria Dall’Armellina, classe 1991, dottoranda di ricerca in Scienze dell’Antichità presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, che ci dice: “scrivere fa parte della vita dell’uomo moderno: è un processo che impariamo in tenera età e ci accompagna nel nostro quotidiano. Ma quello che per noi è un semplice gesto in realtà ha costituito una tappa fondamentale per la storia dell’umanità”.

Chi meglio di una giovane professionista esperta del Vicino Oriente poteva raccontarci qualcosa di più su questa mostra?

La parola a Vittoria…

La scrittura fu inventata nel Vicino Oriente Antico per registrare transazioni di tipo economico e commerciale ed era molto diversa da quella che conosciamo ora. Non disponendo di carta e penna i funzionari che si occupavano di registrare le entrate e le uscite di grano, bestiame e derrate alimentari di templi e palazzi incominciarono ad annotarsi degli appunti graffendo segni sull’argilla fresca con un bastoncino appuntito. I disegni, chiamati anche pittogrammi, erano la rappresentazione stilizzata dell’oggetto in questione. Questo tipo di scrittura è chiamata cuneiforme, in quanto l’impressione dello stilo sull’argilla ricorda la forma di un piccolo cuneo.

cuneiform scrittura cuneiforme
Image by Tdi k Wikimedia Commons

Le prime iscrizioni pittografiche su tavolette sono datate addirittura tra il 3300 e il 2900 a.C. e sono state rinvenute nella città di Uruk (oggi Warka). Questo sistema di annotazioni, benché ingegnoso e utile per esprimere concetti semplici, non era però sufficiente per rendere informazioni complesse. Una svolta epocale fu il passaggio da una scrittura logografica (formata da pittogrammi) ad una scrittura sillabica (ogni segno = una sillaba). Un’importantissima testimonianza di questo processo proviene dall’antica città-stato di Ur (Tell el-Mukayyar, Iraq), che ha restituito testi in Sumero databili attorno al 2800 a.C.

La scrittura cuneiforme restò in uso per quasi tremila anni e fu utilizzata per rendere diverse lingue come l’accadico, l’eblaita, l’elamita, l’hittita, l’hurrico, l’urarteo, l’ugaritico o il persiano antico.

La mostra

Proprio alla nascita, sviluppo e importanza storica della scrittura nel Vicino Oriente è dedicata Prima dell’Alfabeto, una mostra ricca di reperti di notevolissimo pregio, che è anche un viaggio nella culla della civiltà, in quell’Oriente dove ebbe inizio l’Occidente.

Lettere dall’antichità

Un preziosissimo unicum è rappresentato da un piccolo contenitore in argilla, una vera e propria busta, che conserva al suo interno ancora il suo originale contenuto. La busta è un’invenzione molto più antica di quanto si creda! All’epoca era un astuto escamotage per evitare contestazioni e frodi: una volta trascritto un documento, l’argilla poteva infatti essere inumidita per falsificare i dati. Ma se la tavoletta veniva sigillata all’interno di una busta e il resoconto redatto in duplice copia (sia sulla tavoletta che sul fronte della busta) manomettere lo scritto risultava davvero arduo…e un’ eventuale rottura della busta in argilla poteva inoltre insospettire circa l’autenticità dell’atto.

Il pezzo esposto proviene dal karum (colonia commerciale) paleo-assiro di Kanesh (Anatolia) e si data attorno al XIX secolo a.C. Il documento tratta di una certa quantità di rame raffinato che è garantito da alcuni uomini di cui sono riportati i nomi.

Qui il momento dell’apertura della busta raccontato da Alberto Angela:

Pietre dure intagliate da mani sapienti

Estremamente affascinante è anche il mondo della glittica. I sigilli sono strettamente connessi alla sfera amministrativa e quindi della scrittura. Par excellance “strumento” del funzionario, il sigillo a cilindro è uno degli oggetti più caratteristici della gestione del potere vicino orientale. Strumento pratico, la sua impressione era equivalente ad una firma impressa a testimonianza di un’avvenuta transazione, ma poteva servire anche a “sigillare” carichi di merci o porte di magazzini.

La glittica era però anche un’arte e i sigilli, molto diversi tra loro, spesso seguono uno stile, una moda, in voga in un dato periodo. I sigilli a cilindro potevano essere fabbricati in diversi materiali: conchiglia, marmo, aragonite, alabastro ma anche pietre semipreziose, particolarmente apprezzati sembrano essere quelli in lapislazzuli.

Exhibit della mostra che riproduce l’utilizzo di un sigillo:

Ma la scrittura non è sempre e solo un “affare di stato”: molti sono infatti i temi legati alla vita dell’uomo comune. Una delle tavolette esposte, datata al Periodo Medio-assiro (1365 – 932 a.C.) tratta, ad esempio, di una questione di vitale importanza: il parto. Nella prima parte sono espressi alcuni consigli medici per alleviare i dolori della partoriente, la seconda parte riporta invece due incantesimi, uno per aiutare la futura madre a sopportare le doglie e uno per propiziare la vita del neonato.

Grandi Archeologi e Vicino Oriente

Infine una piccola sezione rende omaggio a due tra i padri fondatori dell’archeologia del Vicino Oriente, Paul Emile Botta e Austen Henry Layard. Quest’ultimo vanta uno speciale legame con Venezia: l’archeologo britannico soggiornò, infatti, per un discreto periodo con la moglie a Ca’ Cappello, bellissimo palazzo sul Canal Grande. Alla morte donò diversi reperti, riportati alla luce durante i suoi scavi, a istituzioni e amici veneziani: alcuni di questi si trovano ancora in laguna.

Bassorilievo assiro in calcare da Ninive, teatro della più celebre scoperta di Layard, il “Palazzo senza eguali di Sennacherib” (dal Museo Archeologico di Venezia) 

bassorilievo assiro scrittura cuneiforme

Oltre alla ricchezza di reperti esposti, bisogna sottolineare il carattere eterogeneo e multisensoriale di questa mostra, che coniuga sapientemente i resti di un passato glorioso con le ultime innovazioni tecnologiche.

Insomma, una mostra da vedere con gli occhi ma da apprezzare col cuore, un incontro con una civiltà lontana ma in fondo non troppo diversa da noi. Proprio in un momento come questo, con il Vicino Oriente devastato dalle atrocità della guerra, ci serve qualche cosa che ci ricordi la ricchezza degli antichi con la certezza che, mai come in questo caso, attraverso i secoli scripta manent.

 

Tutte le informazioni sulla mostra al sito www.primadellalfabeto.it

Parole dal passato… in mostra a Venezia2017-01-30T09:30:09+00:00Team

Commenti su “Parole dal passato… in mostra a Venezia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *